I sensi di colpa delle donne lavoratrici: Il ruolo della società

Un articolo di

donne lavoratrici L’argomento dell’articolo di oggi nasce da una chiacchierata avuta con un’amica:
«Qualche giorno fa, mi hanno fatto sentire in colpa perché a causa del lavoro sono spesso impegnata.»
La sua risposta, purtroppo, non mi ha sorpreso:
«È come mi fanno sentire gli altri.»
La mia riflessione, su queste parole, è andata avanti per giorni. La prima domanda che mi sono posta è stata questa:
«Se fossi stato un ragazzo avrebbero avuto, anche solo il coraggio, di farmi sentire in colpa?»
La mia risposta non si è fatta attendere:
«Ovviamente no!»
Sono una ragazza e già questo legittima, ancora oggi, determinate osservazioni, ma non solo, ho vent’anni, non ho ancora completato il mio percorso di studi universitario e, quindi,
«Non è, forse, ancora troppo presto per pensare al lavoro?»
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Il diffuso senso di colpa delle donne lavoratrici

Nella società odierna, la donna è ancora l’unica chiamata a gestire la famiglia e il lavoro. In famiglia, spesso, è l’unica figura a occuparsi della casa e dei figli. Questa dinamica è, ancora oggi, la più diffusa nelle famiglie italiane tradizionali.
«Tuo marito ti aiuta? Sei fortunata!»
Il ruolo del marito è, il più delle volte, un aiuto «saltuario, visto come una benedizione e, per questo motivo, la donna deve saper lodare nel modo giusto. La pressione sulle donne in ambito familiare e lavorativo è talmente forte che esse si sentono spesso obbligate a dover scegliere tra il lavoro e la famiglia, dando priorità a quest’ultima per soddisfare l’idea che la società ha di lei in quanto donna, moglie e madre. Cosa accade quando le donne non rinunciano alla loro professione? Secondo un sondaggio di Groupon del 2018, il 40% delle mamme italiane lavoratrici si sente in difetto con i propri figli e i propri partner per una serie di motivi. L’indagine considera un campione di 650 mamme tra i 34 e i 54 anni provenienti da tutte le zone d’Italia. Il 40% si sente in difetto con i figli perché nei momenti di condivisione famigliare accusa stanchezza; il 23% sente di essere troppo di fretta, considerando il fatto che i figli avrebbero bisogno di lentezza. Quattro donne italiane su dieci provano, invece, sensi di colpa nel lasciare i propri figli dai nonni. Un dato estremamente allarmante ha fatto emergere che il 63% delle donne considera i sensi di colpa la giusta “punizione” per i propri comportamenti e le proprie scelte. Gratis Donna In Felpa Con Cappuccio Marrone Che Copre Il Viso Con I Capelli Foto a disposizione

Quali meccanismi innescano il senso di colpa?

Oggi, per molto donne, l’autorealizzazione personale non coincide solo con il diventare mamma. Ormai, da decenni, la figura femminile sperimenta contesti sociali che vanno oltre l’ambiente familiare. I social media, i mezzi di comunicazione tradizionale tendono, però, ancora a mostrare dei modelli femminili tradizionali, pensiamo, ad esempio alla pubblicità o delle figure femminili che non possono, in alcun modo, coincidere con la realtà. In ogni caso, spesso, il risultato è la vergogna e il senso di inadeguatezza causati dal non riuscire a gestire, in maniera impeccabile, tutte le attività a cui la donna sente di dover adempiere. Gratis Immagine gratuita di amore, divertimento, donna Foto a disposizione

Il ruolo dell’educazione

Per agire nel profondo delle dinamiche socioculturali è necessario partire dalla base: educare le generazioni future. Il concetto basilare è il rapporto paritario tra i due genitori. La famiglia, tradizionale, non è un peso sulle spalle della figura femminile, è una casa che si poggia su pilastri identici ed equidistanti, che hanno entrambi il diritto all’autorealizzazione personale. Essa deve essere supportata dal partner su tutti i livelli: morale e materiale attraverso la collaborazione nella gestione della famiglia e della casa, affinché non ci si senti obbligati a compiere delle rinunce. Fonti: Groupon, ANSA
Costanza Maugeri

Costanza Maugeri

Brand Ambassador at CryptoGirl | Studio Lettere Moderne presso l'Università di Catania. Nella mia vita scrivo per necessità e mangio per passione.